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RYU GA GOTOKU ISHIN! YAKUZA ISHIN!

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Yaluza Ishin, si diceva, è ambientato nel Giappone del tardo 1800, più precisamente alla fine dell'epoca Edo, quando la società nipponica venne scombussolata da profondi mutamenti di carattere etico, politico e militare. 

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Scheda tecnica

Lingua GIAPPONESE
Parlato GIAPPONESE
Scatola/Manuale GIAPPONESE

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Yaluza Ishin, si diceva, è ambientato nel Giappone del tardo 1800, più precisamente alla fine dell'epoca Edo, quando la società nipponica venne scombussolata da profondi mutamenti di carattere etico, politico e militare. Immaginate il setting de L'ultimo Samurai e avrete un'idea piuttosto precisa di quello che potete aspettarvi: una cultura ancora fortemente legata alle sue tradizioni, ma in contrasto con la modernità tecnologica e commerciale in qualche modo imposta dai crescenti contatti con il mondo occidentale.


I protagonisti delle vicende di Ishin sono quelli che ogni fan della saga ha imparato a conoscere. O meglio: hanno gli stessi volti e la stessa personalità, ma nomi diversi. Il ben noto Kazuma Kiryu diventa per l'occasione Sakamoto Ryoma, guerriero errante che combatterà contro il potere dello Shogunato per ribaltare la situazione politica. Dietro alle sue azioni sta in verità un proposito di vendetta: il protagonista vuole semplicemente uccidere l'uomo che ha ammazzato su padre ed il suo maestro senza pietà. Per cercare di avvicinarsi al suo bersaglio e creare un po' di confusione, Kazuma (perdonateci se continuiamo a chiamarlo così) si arruolerà nello Shinsengumi, un corpo speciale che fu istituito proprio alla fine dello shogunato Tokugawa. La giacca celeste che il nostro protagonista si getta sulle spalle è proprio la divisa ufficiale, che subito diventa un elemento molto distintivo dell'iconografia di questo Ishin.
Iconografia che poi viene sostenuta da un lavoro stilistico eccezionale: il gioco si ambienta nelle città di Kyoto e Tosa, ed il trailer mostra location pulsanti di vita ed ottimamente caratterizzate. Le stradine del Giappone di fine '800 sono un andirivieni di commercianti, geishe, vagabondi e samurai, che si aggirano fra le strutture in legno, i banchi del mercato, le lanterne appese fuori dai ristoranti.
Come sempre è facile essere rapiti dall'immaginario di Yakuza, legato poi ad una serie di attività collaterali che costituiscono una delle parti portanti dell'esperienza di gioco. Se nella declinazione moderna della saga troviamo club, pachinko house e sale d'incontri, in questo spin-off storico si sono danze rituali, corse di galli, incontri amorosi e persino qualche attività di conduzione familiare (si potranno coltivare verdure ed addestrare un Akita Inu).
Ovviamente il fulcro dell'esperienza di gioco resterà il combattimento, ma rispettando la struttura free roaming che ha da sempre caratterizzato la saga, Ishin si mostra più denso che mai, intenzionato a creare un ambiente avvolgente, trascinante e pieno di stimoli.

Per quanto riguarda la parte action, dobbiamo dire di essere rimasti ben impressionati da quello che abbiamo visto. Il sistema di combattimento sembra comunque classico, ma diversificato in maniera abbastanza interessante dall'utilizzo combinato di Katana e Revolver. Grazie a queste due armi il nostro protagonista potrà vedersela con folti gruppi di nemici, menando fendenti e affondi, oppure bersagliandoli dalla distanza. Il set di mosse a disposizione di Kazuma/Ryoma sembra ben nutrito ma soprattutto molto spettacolare ed epico. Quello che più colpisce è tuttavia la velocità ed il ritmo dell'azione, sicuramente accelerato rispetto a quello dei vecchi episodi. Schivate laterali, passi per distanziare gli avversari, capriole e fendenti vengono inanellati con estrema semplicità e immediatezza, e quella del protagonista assomiglia ad una strana danza fatta di scatti improvvisi e cannonate. Proprio l'uso del revolver trasmette un senso di grande potenza: estratto rapidissimamente, fa tremare l'aria con un tonfo tonante e manda gli avversari gambe all'aria.

Siamo molto curiosi di provare con mano il sistema di gioco per capire se ci sono in effetti i cambiamenti che abbiamo notato, ma anche per vedere come se la cava Ishin sul fronte dell'interattività ambientale. In questo trailer abbiamo visto poche mosse contestuali e solo un'arma speciale, ed anche le arene in cui si svolgevano gli scontri ci sono sembrate molto piccole: speriamo che il team non voglia percorrere questa strada, focalizzandosi esclusivamente su attacchi e schivate e riducendo il dinamismo legato all'interazione con l'ambiente. Uno dei punti di forza dei primi capitoli di Yakuza era rappresentato proprio dalle brutali finishing contestuali e dal numero impressionante di armi improvvisate: un elemento che in effetti è andato sparendo negli ultimi capitoli. Staremo a vedere.

Il trailer, in ogni caso, mostra anche un sistema di sviluppo del personaggio che ricorda per certi versi la sferografia, con le skill da sbloccare disposte su un diagramma circolare, e conferma la possibilità di potenziare le proprie armi affidandosi ai servigi di un fabbro.
Ovviamente è troppo poco per capire le effettive caratteristiche di Yakuza Ishin, che speriamo di poter giocare presto (una demo sul PSN Giapponese dovrebbe essere prevista indipendentemente dalla release occidentale).

Le ultime considerazioni possono essere fatte sul comparto tecnico: la versione adocchiata è sicuramente quellaPs4, per la qualità delle texture, degli effetti speciali, e per una eccellente fluidità anche a fronte di un numero ben sostenuto di personaggi su schermo. Questo non toglie che la linearità delle ambientazioni, il field of view e le dimensioni delle arene siano ancora troppo vicine a quelle dei capitoli Ps3 per risultare anche solo minimamente impressionanti.

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Yaluza Ishin, si diceva, è ambientato nel Giappone del tardo 1800, più precisamente alla fine dell'epoca Edo, quando la società nipponica venne scombussolata da profondi mutamenti di carattere etico, politico e militare.